“Siamo come nani sulle spalle di giganti”

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Okay, okay, lo so… Quando avvii un blog come minimo dovresti postare una volta al mese, come minimo proprio… E invece io ho fatto del “semel in anno” il mio motto!

Non ho molte scuse, quindi meglio non prendere in giro nessuno, un po’ non ho avuto tempo, un po’ sono stata catturata da quel vortice del vivere quotidiano che prende il nome di lavoro, anche se non chiamerei proprio lavoro il volontariato con il minimo del rimborso spese… Poi è arrivata l’estate e il trash della Mediaset mi ha travolta, perciò… Eccomi qua, più di un anno dopo l’introduzione, a scrivere il primo articolo del blog che, spero, diventerà più attivo!

Bernardo di Chartres, filosofo vissuto nel XII secolo, diceva che i moderni sono come nani sulle spalle di giganti perché riescono a vedere più lontano degli antichi, essendo posati sul loro groppone.

Io ritengo che in linea generale il caro vecchio Bernardo avesse ragione, ma quando poi si passa al piano pratico, le cose si fanno più complicate: la nostra, di generazione, è composta solo da nani, che del passato non sanno e non vogliono sapere niente, figuriamoci se possono trarne ispirazione.

Allora vi racconterò qualcosa che dimostra come Gabbani (e la sua evoluzione che inciampa) con la sua vittoria a Sanremo sia stata l’unica nota positiva di quest’anno, l’unica forma di denuncia ironica, apolitica e per questo, ovviamente, capita da quattro e votata da mille solo perché sul palco si era portato dietro dei terrificanti maglioni e una scimmia ballerina.

Un po’ come Plutarco nelle sue “Vite parallele”, oggi propongo dei parallelismi tra mondo romano e mondo occidentale del XXI secolo:

  • Svetonio vs Alfonso Signorini  = se conoscete più il primo del secondo siete sulla strada giusta per uscire dallo stato di minorità (vedi la risposta di Kant alla domanda “Che cos’è l’Illuminismo?”), in caso contrario, beh… I ringraziamenti dopo. Svetonio è uno scrittore del I-II sec., Alfonso Signorini è uno scrittore, giornalista, opinionista, redattore… In breve una comare moderna. Svetonio scriveva di tutto, grazie a lui sappiamo quando gli imperatori spegnevano le candeline, quando andavano a letto e con chi, come erano esteticamente: sappiamo per esempio che Tito era bello sebbene basso e con la pancetta, Domiziano pare fosse bellissimo, prima di perdere tutti i capelli, Augusto lampeggiava con gli occhi, ma era basso forse quanto la De Lellis ed aveva il naso adunco e Claudio rischiava una congestione dopo ogni pasto perché trangugiava di tutto e poi si coricava. Svetonio, in breve, faceva quello che fa Signorini oggi: il pettegolo. La differenza sostanziale è che Svetonio lo faceva senza scopi di lucro, unendo un sarcasmo sottile ad un’acutezza mentale rara, non peccando di perbenismo e non seguendo il principio del politicamente corretto, anche se a volte stravolgeva un po’ la realtà per aggiungere una nota piccante; Signorini, al contrario, ai fatti preferisce il pepe, quindi scandali, tradimenti, paparazzate e messe in scena rigorosamente pubbliche perché i panni sporchi non si lavano a casa, ma in tv.
  • Petronio vs Chiara Ferragni = il primo era uno scrittore del I secolo, Chiara Ferragni è l’insalata bionda più influente del mondo, con un patrimonio di circa 10 milioni di dollari e un guardaroba che vale altrettanto. Petronio era chiamato “arbiter elegantiae” perché dettava le regole della moda ed era sempre all’avanguardia in questo campo, Chiara Ferragni posta foto su un social con addosso qualcosa di firmato e quando c’è tempo si veste anche. Sono i cosiddetti fashion blogger, esperti di tendenze (loro) e critici dell’ineleganza, della grossolanità e dei povery. La differenza? Uno guadagnava meno.
  • Ovidio vs Melissa P. o quella che ha scritto 50 sfumature di un qualche colore = il primo era un poeta vissuto nel I sec. a.C., i secondi dei fantomatici autori di libri erotici. No, non li ho letti, no, non ho tempo da perdere. Ovidio ha composto l”Ars amatoria”, il libro simbolo della poesia erotica latina e probabilmente per questo è stato allontanato da Roma dall’imperatore Augusto che da buon politico voleva nascondere le scappatelle della figlia Giulia e si faceva portavoce della moralità della Capitale e della sacralità del matrimonio (ricorda qualcuno?). I secondi citati, invece, sono tra gli scrittori licenziosi più rumoreggiati degli ultimi anni. Il perché non è dato saperlo, visto che la nostra società non lascia più nulla all’immaginazione. Forse la scrittura è l’unico vero tabù della contemporaneità, ammesso che siano tutti alfabetizzati. La differenza? Patente: il primo era un poeta di prim’ordine, le cui elegie innalzavano gli animi anche se parlavano di argomenti bassi, gli altri, beh, non sono nemmeno scrittori, dai, hanno buttato giù due cose per fare scandalo e hanno trovato terreno fertile.

Potrei andare avanti, ma l’articolo diventerebbe pesante, allora mi fermo qui e tiro le mie conclusioni. Sono partita da un assioma iniziale, di Bernardo di Chartres, sulle possibilità di progresso che si aprono ai moderni, avvantaggiati dall’esempio degli antichi. Nella rassegna che ho appena steso, d’altronde, mi pare di cogliere un processo involutivo, e qui riprendo la scimmia di Gabbani: il lato positivo è che abbiamo sicuramente preso ispirazione dai giganti, ma nella maniera peggiore possibile, portando all’esasperazione ogni attività, innestando un incriminato melo su un purissimo giglio.

Non ci sono morali in questa favola perché se questa fosse una favola almeno avrebbe il lieto fine, ma qui si parla di realtà, di quotidianità, e allora possiamo anche adeguarci agli standard che la società impone oggi, o meglio, suggerisce, perché nessuno ci costringe a conformarci, ma manteniamo la consapevolezza di essere delle pecore nere in un gregge di pecore bianche e non lasciamoci travolgere dal branco.  

Serena- Secondo me

 

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Secondo me – Perché la storia vale più di una Chanel

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Ho deciso di avviare un blog. In realtà è già da un pò che ci penso, ma non sapevo ancora di cosa parlare.

Non sono  una grande appassionata di moda… Guardare le sfilate mi annoia da morire, trovo i vestiti dei più grandi stilisti orripilanti tanto quanto i prezzi occultati nelle vetrine di Via Condotti. E tutti sanno che i prezzi occultati corrispondono a valori con più di tre zero.

Non sono un’appassionata di cucina… Mi piace mangiare, soprattutto cose sostanziose, non sono una fan del light e sebbene la mia gastrite mi impedisca di bere 1 L di coca al giorno come facevo fino a 2-3 anni fa, non accetterei mai, e poi mai, la coca light…Provo ribrezzo anche solo al sentirla nominare. Ammetto che non disdegno cucinare, ma non ho pazienza, né fantasia…Nel mio ricettario personale ci saranno si e no dieci pagine piene, e, diciamocelo, per gestire un blog è un po’ pochino.

Non sono molto brava a truccarmi né a curarmi. Ogni due settimane vado ad Acqua e Sapone, spendo quei 50 euro fissi e torno a casa con cose che probabilmente non userò mai. Però ti inculcano questa cosa della cura della pelle che se non cominci entro i 25 anni a 40 ti ritroverai già con rughe fino ai piedi che ogni tanto mi viene il terrore e vado a svuotare il portafoglio. Poi inizio anche eh, però non ho la costanza di applicare 12 creme diverse al giorno, né di truccarmi ogni santa mattina perché non ne ho voglia. Semplicemente non è che una abbia voglia di stare lì tutti i giorni almeno mezz’ora davanti allo specchio per poi andare tipo al supermercato. E’ il principio che è sbagliato, per molti ormai la mattina, dopo la colazione, in ordine d’importanza c’è il trucco.. Mica, che ne so, lavarsi i denti!

Non sono brava a gestire i capelli, ho un brutto rapporto con i miei figuriamoci con quelli degli altri! Ho i capelli ricci, eredità di mio padre, solo che quando mi vien voglia di un taglio più corto ci vado giù di piastra e le punte poi fanno la fine che sappiamo tutti…Mi dicono: usa l’olio di questo o quell’altro… E io li uso, ma non venite a dirmi che non ungono o che risolvono il problema perché l’unico modo per risolvere la questione delle punte rovinate è fare una visitina al parrucchiere.

Non so gestire una casa. Non vivo nemmeno per conto mio quindi fare foto a quello che compra mia madre e che, sempre lei, sistema, non ha alcun senso.

No, queste cose non fanno per me, mi sono detta… Tra l’altro ci sono già tantissime ragazze che gestiscono blog di moda, di trucco, di cucina, che sanno farlo, soprattutto, quindi, siccome credo fermamente che ognuno dovrebbe fare solo quello che è in grado di fare, io non parlerò di bellezza, di dolci, o di casa.

Io so fare una cosa, o meglio, amo fare una cosa.. che è parlare di storia. Sono laureata in storia, ovviamente ancora inoccupata, ma non dispero, credo fermamente che un giorno riuscirò a fare l’insegnante, cosa che sogno da quando avevo tipo tre anni e mettevo in fila i pupazzetti davanti al tavolo, li interrogavo e li punivo con zero spaccato perché, a parte una certa Serena Piattella, erano tutti dei gran caproni.

Io ho scelto di fare quello che mi piace, e, siccome il blog si chiama la storia secondo me, c’è da chiarire che, secondo me, la storia è solo quella romana… Facciamo anche quella greca dai. La storia antica è la mia passione, da quando per la prima volta studiai Giulio Cesare ed Augusto nell’estate dei miei quattordici anni, mentre tutti andavano al mare ed io stavo chiusa in casa a svolgere le letture facoltative per il nuovo anno scolastico.

Un pò da nerd, non lo metto in dubbio, d’altronde non starò qui a negare che il posto al primo banco era mio, ovvio. Ma, ehi, vorrei ricordare che il sole fa male mentre studiare non ha mai ucciso nessuno, anzi.

La storia, cari miei, è importante, e non sto qui a parlare di quanta poca storia ci sia in 300 (ammetto di aver visto solo i primi cinque minuti, ma non ce l’ho fatta proprio), nel Gladiatore (a meno che non sappiate spiegarmi come facevano i romani a caricarsi quelle armi da guerra pesanti quanto due tir in una campagna estera), in Troy (che poi questa è addirittura fantascienza, visto che solo gli americani potevano fare un film storico basandosi su un’opera epica, di cui credo avessero anche una traduzione tutta loro). Questa non è storia, e quelli di voi che già lo sanno, mi perdoneranno se lo spiego a quelli che, invece, sono convinti che ai tempi del Colosseo esistesse ancora Giulio Cesare…No! E non sono nemmeno la maestrina delle superiori che vuole fare la sua lezioncina su quanto del passato incida sul nostro presente.. Io voglio solo condividere ciò che mi appassiona e che mi fa sentire viva. La ricerca, lo spulciare gli archivi, i grandi personaggi, le battaglie epocali, l’architettura templare e civile.. Questa per me è vita.

Okay, direi che mi sono dilungata già troppo. Spero che qualcun altro appassionato come me verrà a spulciare questo “blog”, a leggere le mie divagazioni e, perché no, a proporre qualche argomento di cui parlare.

Un saluto a tutti quelli che si prenderanno la briga di venirmi a leggere.

Serena- Secondo me